“Decolonizzare il patrimonio. Pratiche per una liberazione dell’immaginario” è un workshop, una performance e un convegno che unisce comunità, artisti e professionisti della cultura in una riflessione sul patrimonio materiale e immateriale come risorsa culturale e civile per una decolonizzazione dell’immaginario. I musei, le biblioteche, gli archivi e le pratiche culturali e artistiche, attraverso l’emersione di storie ed espressioni solitamente escluse dalla narrazione dominante, possono essere generative di senso contro una rappresentazione del mondo univoca e discriminatoria, rimanendo non neutrali e orientando conoscenze e percezioni per la comprensione profonda e sfaccettata della società contemporanea.
Le eredità del colonialismo, le dinamiche economiche e politiche del capitalismo e del neoliberismo hanno a lungo plasmato il modo in cui le comunità immaginano sé stesse e il proprio posto nel mondo, generando spesso fratture nell’identità, nel senso di appartenenza e nelle forme di espressione culturale. In particolare, i migranti e le comunità diasporiche vivono queste fratture in modo più acuto, dovendo affrontare il distacco dal proprio patrimonio culturale mentre cercano accettazione nei nuovi contesti di vita. L’arte e la performance, soprattutto se collettive, permettono un nuovo spazio di espressione, contaminazione e narrazione.