Ex Situ, di Luigi Coppola alla Biennale di Lubumbashi dal 6 ottobre al 6 novembre

Il progetto Ex Situ dell’artista salentino Luigi Coppola a cura di Lucrezia Cippitelli (Artistic Director di Ateliers Picha e curatore della 7a Biennale di Lubumbashi) e Ramdom, prodotto da Ramdom, e realizzato con il sostegno dell’Italian Council (X Edizione, 2021) programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Contemporanea del Ministero della Cultura, prenderà parte alla 7a Biennale di Lubumbashi dal titolo Toxicity nella Repubblica Democratica del Congo.

Con Ex Situ l’artista riflette sulla relazione tra attività estrattiva e sfruttamento delle risorse naturali; sulla tossicità delle terre toccate da pratiche estrattiviste neocoloniali e sull’agro ecologia, tema nodale per la Repubblica Democratica del Congo, dove la produzione agricola e la sovranità alimentare sono inesistenti a seguito di oltre un ventennio di guerre civili che hanno disgregato i territori.

Come si legge dal comunciato di Atelier Picha:

«La Biennale di Lubumbashi esplora la creazione contemporanea della scena artistica nella Repubblica Democratica del Congo e nel mondo. Oggi è uno degli eventi artistici più dinamici e sperimentali del continente africano. Per la sua prossima edizione, la biennale metterà in discussione la Tossicità come condizione di esistenza che colpisce indissolubilmente i mondi sociali sotto il titolo “ ToxiCité ” o “ ToxiCity ”. Come punto di partenza, il tema aprirà l’elaborazione collettiva di uno sguardo critico e trasformativo sull’ambiente sociale e culturale, a Lubumbashi e nel mondo.

Composta da due concetti, quello di “ Tossico ” e quello di “ Città ”, la prossima Biennale di Lubumbashi intende interrogarsi e riflettere sul legame tra la vita contemporanea nel contesto urbano postcoloniale di Lubumbashi e più in generale nel Sud urbano globale e l’impatto di una serie di processi industriali, economici, ecologici, sociali e culturali che hanno storicamente contribuito, nel bene e nel male, alla forma e alla dinamica della vita urbana in questa regione e in altre parti del mondo oggi. (…)

Focalizzandosi sul tema della tossicità, il comitato curatoriale di questa edizione si adopera per aprire uno spazio critico di impegno artistico e di riflessione per iniziare ad esplorare le possibili forme che questo “inventario delle tracce” potrebbe assumere, nella speranza che tale compilazione anche ci dice di più sui possibili futuri da considerare d’ora in poi.»

Oltre a Picha Asbl, il progetto è realizzato in collaborazione con CAD+ sr (center for arts, design and social research) (Boston, USA); Royal Institute of Art (Stoccolma, Svezia); IASPIS Swedish Arts Grants Committee’s international programme for Visual and Applied Artists, (Stoccolma, Svezia); Framer Framed (Utrecht, Paesi Bassi); Arts Catalyst (Sheffield, UK); Wiels (Bruxelles, Belgio).