LA SETE E L’ORECCHIO 3 dicembre

La Sete e l’Orecchio, festival diffuso articolato in residenze artistiche, laboratori e live performance, fa tappa il 3 dicembre presso il Museo Castromediano di Lecce, con le performance di Rossella Biscotti e Attila Faravelli, della danzatrice Marta Bellu e con i concerti del duo Bellows e dell’ensemble Blutwurst, la sonorizzazione del collettivo Canti Magnetici.
Il progetto, avviatosi lo scorso 17 settembre presso KORA- Centro del Contemporaneo con le live performance di Mike Cooper, Francesco Fonassi e Giulio Colangelo, e con la residenza e il laboratorio della danzatrice Marta Bellu, si propone di esplorare le diverse declinazioni che l’acqua può assumere nei suoi differenti stati fisici, simbolici e spirituali.
Un festival pensato nell’ottica della multidisciplinarietà in un dialogo costante fra antico e contemporaneo
che reinterpreti e favorisca la riscoperta della cultura dell’ acqua nella tradizione popolare, prevede prevede la
partecipazione di artisti la cui ricerca spazia trasversalmente in ambiti quali la musica contemporanea ed elettronica, la performance, la danza, contaminandosi con l’ecologia, l’antropologia e la storia.

LA GENESI DEL PROGETTO
La particolare configurazione del terreno di Castrignano permetteva il confluire delle acque piovane in più
luoghi del paese tramite un sistema di grotte interrate, canali e pozzi che, per secoli, hanno favorito la forma –
zione e la salvaguardia di un patrimonio idrico fondamentale per lo svolgimento, in particolare, delle attività̀
agricole. Per lo più sotterranea e quindi non visibile, questa rete si svela in alcuni dei luoghi chiave del paese,
spesso luoghi di incontro o di culto che hanno definito nel tempo l’identità̀ del centro abitato e della sua popolazione: il Parco delle Pozzelle, all’interno del quale si possono contare circa cento serbatoi ipogei
(fréata in lingua grika) utilizzati per la raccolta dell’acqua piovana, il laghetto naturale dell’antica Masseria
Pozzelle, il Castello Baronale, nelle cui cisterne si convogliavano buona parte delle acque piovane che
poi stagnavano nel fossato, la Cripta Bizantina di Sant’Onofrio, la chiesa di Santa Maria delle Pozzelle. Il tema dell’acqua è elemento ricorrente anche nelle collezioni del Museo Archeologico Sigismondo Castromediano di Lecce. Il polo, hub delle testimonianze materiali della storia del Salento, dalla preistoria ai giorni nostri, con le sue collezioni provenienti dalle numerose grotte costiere salentine, primigeni approdi fin dalla preistoria delle già frequentate rotte del Mediterraneo, è impegnato a rendere fruibili i reperti provenienti da tutti i siti archeologici subacquei in prossimità della costa, di cui la stessa Puglia e l’Adriatico tutto sono particolarmente ricchi.
Già partner del progetto Fluxo, prodotto da Arthub e presentato negli spazi di Pirelli HangarBicocca nel novembre scorso, l’istituto Culturale di Ramdom e il Museo Castromediano di Lecce con La Sete e L’Orecchio, rinnovano la loro collaborazione nell’ambito della produzione culturale.

Bio e Set:
Bellows
Undercurrent
Suono acusmatico, battiti frattali, melodie spettrali, elettronica analogica e nastri sono gli elementi che costituiscono l’impronta del duo composto da Giuseppe Ielasi e Nicola Ratti. Spesso a metà strada tra tecnica
elettroacustica e produzione basata sul beat, la musica di Bellows richiama obliquamente aspetti dell’hip-hop,
del dub e della techno, stravolgendone le basi ritmiche. Il duo presenta il suo ultimo lavoro, Undercurrent, una suite di pezzi minimali che si soffermano spesso per minuti su singoli eventi ripetuti.Registrazioni di chitarra, batteria e sintetizzatori tagliate in loop di nastro ed utilizzate come base per lunghi brani, ognuno dei quali si muove attorno un motivo centrale reiterato che si muove nel tempo per far affiorare moltitudini di dettagli e sottili cambiamenti di tono, texture e ritmo.

Canti Magnetici
O e bukura More
Collettivo ed etichetta discografica, Canti Magnetici incoraggia il confronto tra musicisti, sound artist, documentaristi e ricercatori il cui terreno comune di indagine è la natura, l’essere umano, la tradizione, le nuove
tecnologie ed il senso del fantastico. Ad oggi, Canti Magnetici ha curato la produzione di 37 pubblicazioni,
organizzato tour e performance collettive di artisti del suo catalogo. I suoi lavori sono stati presentati in festival, gallerie d’arte e spazi non convenzionali. Il collettivo è regolarmente impegnato in concerti, conferenze,ascolti guidati e workshop; collabora con fondazioni artistiche, musei, associazioni e trasmissioni radiofoniche; lavora per il teatro, il cinema e la danza.

O e bukura More è una selezione di canti per sola voce (dal canto solitario, alle esecuzioni corali, polifoniche o all’unisono, al recitato) che diffusi all’interno degli spazi del Museo Castromediano rievocheranno la storia di incontri e incroci fra le popolazioni del Sud Italia e quelle della Grecia, dell’Albania e dell’Africa nord orientale. Storie di dominazioni, spostamenti forzati, abbandoni dolorosi ma anche testimonianze di integrazione, arricchimento reciproco, nascita di culture meticce, di tradizioni che si incrociano e diventano nuova tradizione.

Marta Bellu
Iride
Geometrie Liquide, Danze Cristalline
Danzatrice e psicologa, ricercatrice del corpo e della mente, si interessa a pratiche di consapevolezza ed espressione che coinvolgono il sistema mente-corpo in senso artistico, evolutivo e sociale. Dal 2014 si occupa di ricerca coreografica in dialogo col linguaggio e la composizione musicale che prosegue con Donato Epiro e Andrea Sanson, indagando la relazione tra corpo, suono e luce, come Collettivo Trifoglio.

Ìride è un’indagine sulla liquidità del linguaggio all’interno dello spazio bucato del riflesso, generato
dall’incontro dell’acqua con la forma. Il riflesso può essere solo visto, non esiste in altro luogo, è pura luce,
abita nella superficie liquida tra materiale e immateriale, è generato dallo sguardo ma è anche ciò che è guardato. È quindi moltiplicatore di mondi e piani del reale, fatti di apparenze solide e immagini dissolte. Geometrie liquide, danze cristalline. Ìride indaga nel performativo un medium liquido tra l’occhio, la visione e lo
sguardo nella duplice dimensione del soggetto e del paesaggio. Il paesaggio è la parte di territorio che si abbraccia con lo sguardo da un punto determinato. La danza dello sguardo è la creazione stessa del paesaggio in rapporto di riflessione reciproca con lo spazio che abita e con chi guarda. Il vero occhio della terra è l’acqua. I nostri occhi non sono forse una pozza inesplorata di luce liquida in fondo a ognuno di noi? Il lago, lo stagno, l’acqua stagnante, è un grande occhio sereno, assorbe tutta la luce e ne fa un mondo. L’acqua svuota chi guarda in ciò che è guardato.

Blutwurst
Blutwurst meets Walter Marchetti + Marja Ahti

L’ensemble 𝐵𝑙𝑢𝑡𝑤𝑢𝑟𝑠𝑡 è stato fondato a Firenze nel 2011 da musicisti provenienti dagli ambiti di musica
contemporanea e improvvisazione radicale. I membri fondatori sono Marco Baldini (tromba), Edoardo Ricci
(clarinetto basso, sassofono) e Daniela Fantechi (pianoforte, fisarmonica). L’ensemble è cresciuto dal 2012
con Michele Lanzini (violoncello), Cristina Abati (viola), Maurizio Costantini (contrabbasso) e Luisa Santacesaria (pianoforte, armonium). Nella prima fase Blutwurst si è concentrato sull’improvvisazione e sullo studio e la realizzazione di partiture aperte e grafiche da parte di compositori come John Cage, Earle Brown, Christian Wolff, Morton Feldman, Cornelius Cardew, Alvin Lucier e La Monte Young. L’ensemble ha quindi iniziato a lavorare sulle proprie composizioni focalizzando la propria ricerca sull’esplorazione acustica di toni sostenuti e lente variazioni di pattern sonori. Ha pubblicato dischi per Tempo Reale, Negative Days, Another Timbre e Kohlhaas.

Nel suo set, presentato per la prima volta a La Sete e l’Orecchio, l’ensemble Blutwurst rende omaggio al
compositore Walter Marchetti (1931-2015) con una rilettura delle opere Ailanthus (1964) e Op. 35 / Musica piramidale (1962), che per l’occasione sono messe in relazione con una versione ampliata per soli strumenti acustici diFluctuating Stream (2020), brano elettroacustico della compositrice svedese-finlandese Marja Ahti (1981).

Attila Faravelli & Rossella Biscotti
Amphoric

Attila Faravelli è sound artist e field recordist. Con la sua pratica esplora le relazioni che intercorrono tra suono, spazio e corpo. È fondatore e curatore di Aural Tools, una serie di multipli-oggetti sonori che documentano i processi stessi di produzione sonora da parte di musicisti selezionati. I suoi lavori discografici sono pubblicati da Senufo Editions, Die Schachtel, Presto!?, Baloon & Needle, Mikroton Recordings. Ha presentato il suo lavoro in varie istituzioni universitarie ed artistiche in Europa, USA, Cina e Sud Corea.

Rossella Biscotti, è nata in Italia e attualmente vive e lavora tra Amsterdam e Bruxelles. Nel corso della
sua carriera si è confrontata con la storia presente e passata, esplorando il valore collettivo di eventi a volte
drammatici, ma sempre densi di significato.
I suoi lavori spaziano tra installazione, scultura, performance, opere sonore e filmmaking. Frutto di capillari
processi di ricerca, incontri personali, collaborazioni interdisciplinari e interrogazioni di luoghi e storie, le
sue opere racchiudono meticolose stratificazioni di materiali e significati e scavano in profondità nella storia
d’Italia, dall’antichità agli anni di piombo.

L’installazione Amphoric e’ composta da una serie di anfore recuperate da vari scavi archeologici marini,
appartenenti alla collezione del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, la cui risonanza e’ amplificata
attraverso dei microfoni posti al loro interno, e una performance in cui si sovrappongono e mescolano registrazioni realizzate sulle coste di Malta e nel mare Mediterraneo centrale a bordo della nave mercantile Diligence durante la performance The Journey (20-23 maggio 2021). Il registratore a nastro Nagra III usato per questo progetto ha un modo di restituire il sonoro in maniera precisa, armonicamente ricca e granulosa. Le anfore, che giacevano sul fondo del mare da 2000 anni, sono composte da una complessa sedimentazione di conchiglie, calcare e sale: in un certo senso, il mare ha contribuito alla loro realizzazione tanto quanto gli artigiani che le hanno originariamente formate in argilla. Le loro possibilità sonore sono state studiate così come si esplora uno spazio fisico.

LE RESIDENZE
Gli artisti in residenza sono il sound artist e musicista Attila Faravelli e il collettivo Canti Magnetici. Gli artisti saranno invitati a relazionarsi con i luoghi di Castrignano de’ Greci, a partire dallo storico Parco delle Pozzelle, e con gli spazi e la collezione del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, per indagarne le caratteristiche fisiche, architettoniche ed esplorarne le qualità sonore.

I LABORATORI
Attila Faravelli / AURAL TOOLS
Aural Tools consiste in una serie di oggetti sonori semplici, il cui scopo è documentare il lavoro di alcuni
musicisti non attraverso la pubblicazione di dischi (cd, cassette o vinili) ma piuttosto indagando modi e processi (sia materiali che concettuali) attraverso cui produrre suono. Ogni dispositivo attiva una specifica relazione tra corpo e spazio, rendendo espliciti i flussi materiali ed energetici entro cui siamo immersi. Gli Aural Tools sono strumenti facili da utilizzare da parte di chiunque, e sono disegnati in modo tale da fruirne in modo insieme attivo e passivo; chi li utilizza si ascolta nell’atto stesso di produrre suono all’interno di un contesto specifico.

Un progetto a cura di Ramdom con la Direzione artistica di Donato Epiro, in collaborazione con il Museo Castromediano di Lecce e del Comune di Castrignano de’ Greci.
Il programma è sostenuto dal FUS – Fondo Unico dello Spettacolo del Ministero della Cultura – Progetti
Speciali 2022″

Info: info@k-ora.it
tel: 366 3199532
press: com@ramdom.net