Flu水o in Pirelli HangarBicocca

Arthub presenta

Fluo

 giovedì 25 e venerdì 26 novembre 2021, ore 20

in Pirelli HangarBicocca

 

Un progetto di Alessandro Sciarroni con Andrea Anastasio e con Chiara Bersani, Rossella Biscotti con
Attila Favarelli, Silvia Calderoni 
e Ilenia Caleo, Anna Raimondo, Silvia Gribaudi

a cura di Davide Quadrio

da un’idea di Luciana Galliano

prodotto da Arthub, Shanghai/Hong Kong

Partner di progetto

MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, Nuoro

Ming Contemporary Art Museum, Shanghai

n+n Corsino – SCENE44, Marseille

Ramdom, Gagliano del Capo (Lecce)

 

Cultural Partner

Fondazione Pirelli HangarBicocca, Milano

Gaswork & Triangle Network, London

Istituto Italiano di Cultura a Shanghai

Milano Musica e Casa degli Artisti, Milano

Polo Biblio-Museale di Lecce – Museo Castromediano

 

Con il supporto di: Alcantara

 

Il progetto è sostenuto dall’Italian Council (9. Edizione 2020) programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

 Arthub presenta, negli spazi di Pirelli HangarBicocca a Milano, Fluo (Fluxo), articolato progetto immersivo e crossdisciplinare, vincitore dell’Italian Council (9. Edizione 2020). Il progetto affronta temi brucianti nel rapporto fra epoche e culture distanti e produce inedite contaminazioni tra discipline e medium diversi: opera lirica contemporanea e performance, installazioni e danza, film e workshop.

Tema centrale di questo visionario progetto è l’acqua, elemento indispensabile alla vita e sostanza di immensa forza poetica che può essere al tempo stesso luogo di morte e annullamento, cuore di istanze sociali, politiche e antropologiche di stringente attualità̀.

Questa dualità̀ valoriale si rispecchia nella struttura stessa di Fluo , che vede la compresenza di reenactmente reinterpretazioni di alcune performance di artisti dell’Asia Orientale degli anni ’60 legate all’acquaaccanto a una rappresentazione della sarcastica opera da camera Mare Nostrum di Mauricio Kagel.

Il progetto Fluo nasce da un’idea di Luciana Galliano ed è curato da Davide Quadrio.

L’opera porta la firma di Alessandro Sciarroni, che sceglie di condividere l’autorialità del progetto con diverse figure dalla scena contemporanea italiana e internazionale a partire da una stretta collaborazione con Andrea Anastasio al quale affida le scene, i costumi dei musicisti e l’installazione site specific di Mare Nostrumispirata alle acque del mediterraneo che costituisce lo stage set che ospiterà l’opera di Kagel e le performance delle artiste invitate: Chiara Bersani reenactment di Water Music (1965) by Shiomi Chieko; Anna Raimondo Le forme dei sogni tornano al mare, 2021, basato su Water Music by Shiomi Cheiko; Rossella Biscotti con Attila Faravelli reenactment di Takemitsu Toru: Water Music for magnetic tape, Tokyo 1960; Silvia Gribaudi reenactment of Water Piece (1964) di Yoko Ono; Silvia Calderoni / Ilenia Caleo, reenactment di Covered in Detergent on Stage, Bathing in Water (1964) by Nam June Paik.

Mare Nostrum, una delle vette del teatro musicale di Kagel, verrà interpretata dal controtenore Kai Wessel e dal baritono Miljenko Turk con la guida del direttore d’orchestra Arnaud Arbet alla testa dell’Ensemble Bernasconi con Elena Casoli, chitarra e Yuka Ohta, percussioni. Alla rappresentazione dell’opera collaborerà̀ l’artista performativa Muna Mussie.

Giovedì 25 e venerdì 26 novembre, all’interno degli spazi di Pirelli HangarBicocca in cui sorge la colossale opera I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer, Fluo   sarà proposto dal vivo e nella sua interezza: si tratta di un momento fondamentale dell’articolato e complesso percorso internazionale del progetto che coinvolge Europa e Estremo Oriente nella realizzazione di una residenza d’artisti, un workshop, sei performance, un’opera da camera, una mostra, tre screening e quattro talk.

Il progetto si sviluppa infatti tra n+n Corsino – SCENE44 di Marsiglia, dove è iniziata la produzione, la Casa degli Artisti di Milano, dove dal 14 al 21 ottobre il gruppo di lavoro ha approfondito nel corso di una residenza la propria ricerca sui temi dell’opera, la Fondazione Pirelli HangarBicocca e il Ming Contemporary Art Museum di Shanghai, dove sarà realizzata una mostra. Un video dell’opera verrà proiettato nelle sedi di tre partner – n+n Corsino SCENE44, Gasworks & Triangle Network e Ramdom.

L’opera finale entrerà̀ nella collezione permanente del MAN di Nuoro in forma di videoinstallazione delle riprese delle performance poste in dialogo con gli elementi di scena prodotti durante il periodo di residenza a Marsiglia.

Flu水o prevede anche la realizzazione di un cofanetto video corredato da immagini di tutte le performances e di testi autoriali di approfondimento.

 

Le scene, che saranno presentate nella performance del 25 e 26 novembre, vere e proprie installazioni, e i costumi di cantanti e performer sono stati ideati da Andrea Anastasio. La scena di Flu水o è un’estensione del suo lavoro Eden, creato in collaborazione con l’azienda Alcantara. Eden è un anaconda gigante, metafora della nostra società contemporanea che ingurgita qualsiasi cosa incontra. Eden rappresenta una sintesi tra prodotto industriale trasformato dall’uso e dall’abuso umano e la bellezza post-organica di un prodotto come Alcantara. Le anfore che saranno utilizzate per l’intervento di Rossella Biscotti provengono dalla collezione del Museo Castromediano di Lecce, anche in continuità con l’operatività nel museo, che sin dalla sua riapertura ha impostato la programmazione attraverso un costante dialogo tra l’antico e il contemporaneo, anche oltre le proprie stesse mura, all’insegna di un serrato rapporto di rilettura di contesti e forme dell’arte.

Spiega il curatore Davide Quadrio: “Eden, in Flu水o, diventa un paesaggio sottomarino, fondale disperante fatto di immondizia umana che diviene il Mare Nostrum di Kagel, abisso lucido come la pelle di un pitone che ricopre tutto e che nasconde tutto in apparente e lussureggiante bellezza. The omnivorous quality of luxury“.

 

Ho Tzu Nyen dirigerà in presa diretta le riprese di un film in cui l’installazione totale di Flu水o viene considerata come una scena aperta teatrale, un unico oggetto scenico complesso, un tempo lungo di happening, rimandi e gesti. Il film non intende documentare ma agire sulle azioni attraverso soluzioni visive che mostreranno l’opera Mare Nostrum come elemento di superficie mentre le performances delle artiste brilleranno come se fossero in fondo al mare, con noi umani a guardare dall’alto.

 

INFO PRATICHE

Flu水o

Pirelli HangarBicocca

Giovedì 25 e venerdì 26 novembre 2021, ore 20

Acquisto biglietti (20 Euro) tramite il circuito di Milano Musica

Durata complessiva: circa 2 ore

Verranno applicate le ordinarie regole per la prevenzione del contagio da Covid-19.

SOLO POSTI IN PIEDI

 

CONTATTI PER LA STAMPA

PCM Studio di Paola C. Manfredi

Via Carlo Farini, 70 – 20159 Milano

www.paolamanfredi.com

Carlotta Biffi |e. carlotta@paolamanfredi.com | m. +39 345 3924956

 

Coordinamento

Paolo Mele, Ramdom

+393207061409

 

Alessandro Sciarroni è un artista italiano attivo nell’ambito delle Performing Arts con alle spalle diversi anni di formazione nel campo delle arti visive e di ricerca teatrale. I suoi lavori vengono presentati in festival di danza e teatro contemporanei, musei e gallerie d’arte, così come in spazi non convenzionali rispetto ai tradizionali luoghi di fruizione e prevedono il coinvolgimento di professionisti provenienti da diverse discipline. Ѐ capace di creare una relazione empatica con lo spettatore. Spesso i suoi lavori iniziano con fenomeni naturali che vengono accompagnati da musiche e coreografie. Tra i vari riconoscimenti, gli viene assegnato nel 2019 il Leone d’Oro alla carriera per la Danza. Ha collaborato con diverse tipologie di artisti e le sue opere sono state presentate in 21 Paesi europei, in Canada, Brasile, Uruguay e negli Emirati arabi.
Davide Quadrio è un producer e curatore di base tra Cina e Italia. Ha fondato ed ha diretto per un decennio il Bizart Art Center, primo laboratorio creativo indipendente non profit a Shanghai. Nel 2007 ha creato Arthub, una production e curatorial proxy attiva in Cina e nel resto del mondo. Ospitato dallo Shanghai Visual Art Institute dal 2011 al 2017, ha curato e prodotto il monumentale City Pavilion Project per la Biennale di Shanghai nel 2012, in cui erano rappresentate 38 città di tutto il mondo. Dal 2013 al 2016 è stato curatore per l’arte contemporanea all’Aurora Museum. Nel 2015 ha fondato Kaleidoscope Asia, pubblicazione gemella del Kaleidoscope Magazine. Con BizArt e il suo team ed ora con Arthub, Quadrio ha organizzato centinaia di mostre, programmi educativi e scambi culturali in Cina e nel resto del mondo. Ha prodotto la tredicesima Biennale di Gwangju, Korea.
Luciana Galliano è musicologa e studiosa di estetica musicale. Unisce competenza nella musica contemporanea e profonda conoscenza della musica giapponese. Dopo il dottorato alla Tokyo University of Arts, ha collaborato con Luciano Berio nelle sue Norton lectures (1993-1994). Ha tenuto numerose conferenze in Giappone e a livello internazionale e ha insegnato Musicologia Comparata e Composizione in Paesi extraeuropei presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. I libri di Galliano includono Yogaku: a History of Japanese Music in the 20th century; Potere, bellezza e significato: otto studi sulla musica cinese, La musica di Joji Yuasa e Japan Fluxus, di recente pubblicazione.
Andrea Anastasio è nato a Roma nel 1961, vive tra Napoli e Mumbai. Dopo una formazione in studi orientali e filosofia, ha intrapreso numerosi progetti di collaborazione come designer, campo in cui tuttora lavora, per  Artemide, Danese, Foscarini e Memphis, prima di trasferirsi in India nel 1991. Accanto all’attività professionale, dedica il suo tempo alla pratica artistica. La sua ricerca è incentrata sulla manipolazione di oggetti, di beni di consumo e di materie del contesto domestico, al fine di generare cortocircuiti linguistici e sabotaggi di significato.  E’ interessato allo studio delle poetiche e delle potenziali convergenze dell’ arte concettuale con il design. E’ stato artist in residence allo Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, nel 2005 e nel 2008 e ha esposto in mostre personali e collettive in diversi musei italiani e internazionali, tra i quali: Grand Palais-Paris, Museum of Modern Art and Architecture Dallas-USA, MART Museo d’ Arte Moderna e Contemporanea, Trento-Rovereto, la Triennale, Milano, Wexner Center for the Arts, Ohio-USA, Fondazione Achille Castiglioni (2018), Palazzo Reale Milano, Yuz Museum Shanghai (2019), Fondazione Darat Al Fanun Amman-Giordania, MANN Museo Archeologico Nazionale Napoli (2020),
Arnaud Arbet ha studiato al Conservatorio di Grenoble, al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi e all’Università delle Arti di Berlino. Dal 2007 al 2009 è stato maestro ripetitore all’Opera di Parigi, lavorando tra l’altro con Seiji Ozawa e Semyon Bychkov. In seguito, è stato assistente musicale di Gerard Mortier al Teatro Real di Madrid. È stato maestro collaboratore al Festival di Salisburgo e in molti dei più importanti teatri lirici europei: Roma, Colonia, Amsterdam e Milano. Arbet è stato assistente personale di György Kurtág in occasione delle rappresentazioni dell’opera Fin de Partie al Teatro alla Scala di Milano. Lavora regolarmente all’Opera di Colonia; nel 2016 ha diretto con grande successo Die Eroberung von Mexico di Rihm e ha aperto la stagione 2018-19 con Mare Nostrum di Kagel. Sue composizioni sono pubblicate dall’editore musicale monacense Vogelreiter.
 Chiara Bersani è un’artista italiana che lavora nelle arti dello spettacolo. Il suo percorso formativo si svolge principalmente nel campo della ricerca teatrale con influenze dalla danza contemporanea e dall’arte performativa. Ha vinto un premio UBU come miglior interprete under 35 grazie a Gentle Unicorn e l’Md’A Award for Heroes. È un punto di riferimento per la danza moderna, il teatro sperimentale e la danza contemporanea. Soffrendo di una forma moderata di osteogenesi Imperfetta, è interessata al significato politico che un corpo può assumere solo con la propria immagine quando interagisce con la società. Nelle sue opere usa l’idea di crisi per produrre pensieri collettivi e il corpo è visto come punto di contatto tra passato e presente. La collaborazione con altri artisti e organizzazioni è una delle caratteristiche chiave del suo percorso artistico. Tra le collaborazioni più durature: Marco D’Agostin, Matteo Ramponi, Babilonia Teatri, la compagnia di Madrid La Tristura, il coreografo francese Jerome Bel e il regista e drammaturgo argentino Rodrigo Garcia.
 Rossella Biscotti, è nata in Italia e attualmente vive e lavora tra Amsterdam e Bruxelles. Nel corso della sua carriera si è confrontata con la storia presente e passata, esplorando il valore collettivo di eventi a volte drammatici, ma sempre densi di significato. I suoi lavori spaziano tra installazione, scultura, performance, opere sonore e filmmaking. Frutto di capillari processi di ricerca, incontri personali, collaborazioni interdisciplinari e interrogazioni di luoghi e storie, le sue opere racchiudono meticolose stratificazioni di materiali e significati e scavano in profondità nella storia d’Italia, dall’antichità agli anni di piombo. Diplomatasi all’Accademia delle Belle Arti di Napoli nel 2002, ha frequentato la Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam. Ha preso parte al Dhaka Art Summit 2020, alle Biennali di Venezia e di Istanbul 2013 e a DOCUMENTA 13 del 2012. Recenti mostre personali si sono tenute al Centro per l’Arte Contemporanea Witte de With a Rotterdam (2019), al Kunsthaus Baselland di Muttenz (2018) e alla Fondazione V-A-C  di Mosca (2016). Tra i vari riconoscimenti le sono stati assegnati l’ACACIA Prize for Contemporary Art e il Mies van der Rohe Stipendium.
 Silvia Calderoni lavora dal 2000 come performer, attrice e autrice nella scena contemporanea e di ricerca italiana. La sua formazione, avvenuta fuori dalle accademie e nel vivo del teatro di sperimentazione indipendente, ha avuto come figure di riferimento la coreografa e danzatrice Monica Francia, la coreografa e dance-maker Cristina Rizzo nel progetto di studio Open e la compagnia Teatrino Clandestino. Nel biennio 2002/2003 prende parte alla Scuola “Imparare è anche bruciare” sotto la direzione del Teatro Valdoca, con Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri.
Ilenia Caleo è laureata in Filosofia all’università di Bologna, ed è docente collaboratore allo IUAV di Venezia nel laboratorio di arti visive diretto da Annalisa Sacchi. Dal 2000 lavora professionalmente come attrice e performer nella scena contemporanea, collaborando con diverse compagnie e registe/i. Ha preso parte alle produzioni Nella tempestae Raffiche di Motus. Collabora con la redazione di Iaph Italia e con OperaViva. È attivista del Teatro Valle Occupato e nei movimenti dei commons e queer-femministi.
Elena Casoli è chitarrista. Nata a Milano, ha studiato presso il Conservatorio “G. Verdi” e all’Accademia Chigiana di Siena e ha vinto premi in concorsi nazionali e internazionali. Ha collaborato con diverse orchestre sinfoniche e con istituzioni importanti quali il CRT Milano, il Teatro alla Scala e il Cantiere Internazionale di Montepulciano. Si esibisce in concerto come solista e con formazioni da camera. Ha fondato LArecords, etichetta indipendente dedicata a incontri e produzioni tra musica e letteratura, e ha tenuto masterclass in Italia, Svezia, Germania, Argentina.
Silvia Gribaudi nata a Torino, è attiva nell’arte performativa e conduce laboratori artistico-sociali incentrati sulla valorizzazione della diversità e dell’unicità di ogni persona. Ha anche insegnato fino al 2010 all’Accademia Teatrale Veneta e conduce diversi workshop in Italia e all’estero. Il suo linguaggio coreografico interseca arte performativa, danza e teatro, mettendo al centro il corpo e il rapporto con il pubblico. Il suo linguaggio artistico è il risultato dell’incontro tra danza e ironia e le sue opere incarnano leggerezza e libertà. Ha creato A Corpo libero, lavoro vincitore del Premio del pubblico e della giuria per la Giovane danza d’autore, selezionato da Aerowaves Dance Across Europe e dalla Biennale di Venezia e finalista del premio Balance nel 2013. Crea progetti sull’invecchiamento attivo attraverso l’arte della danza: dal 2011 conduce workshop e performance specifiche con donne over 60 e ha realizzato lo spettacolo A che età reciti? ‘Le età relative’ prodotto nel’ambito del progetto europeo Act Your Age e selezionato dalla piattaforma di danza italiana NID 2014.
Attila Faravelli è un sound artist e musicista elettro-acustico, approccia il suono in termini di fenomeno materiale e relazionale. Con la sua pratica esplora le relazioni che intercorrono tra suono, spazio e corpo. Il suo lavoro in solo è pubblicato da Senufo Editions e Die Schachtel e, in duo con Andrea Belfi (Tumble), su Die Schachtel, con Nicola Ratti per Boring Machines e su Presto!? insieme all’artista Nicola Martini. Con Enrico Malatesta e Nicola Ratti ha dato vita al trio Tilde. Ha presentato il suo lavoro in tutta Europa, USA, Cina e Sud Corea. Nel 2010 ha partecipato alla 12ma Biennale Internazionale di Architettura di Venezia e dal 2011 cura The Lift, ciclo di concerti di musica sperimentale. Nel 2012 è stato il curatore italiano per il progetto Sounds of Europe. È fondatore e curatore di Aural Tools, una serie di multipli – oggetti sonori che documentano i processi stessi (sia materiali che concettuali) di produzione sonora da parte di musicisti selezionati.
Ho Tzu Nyen, nato a Singapore, ha una formazione nell’ambito delle Creative Arts e una specializzazione in Southeast Asian Studies. Oltre alla scrittura su tematiche artistiche, Ho si dedica alla produzione di film, video e performance. Di recente ha dato vita a grandi installazioni multimediali. Le sue opere si riappropriano delle strutture dei miti epici come strumenti discorsivi, ponendo al centro della riflessione quei momenti in cui le figure contemporanee immaginano e inventano il passato per servire i bisogni del presente. Ha partecipato a numerose mostre collettive e festival cinematografici internazionali ed ha rappresentato Singapore alla 54a Biennale di Venezia (2011). Sue personali si sono tenute a Singapore, Adelaide, Sydney e al Mori Art Museum di Tokyo.
 Muna Mussie inizia il suo percorso artistico nel 1998 formandosi e lavorando come attrice e performer con il Teatro Clandestino fino al 2001. Frequenta nel 2002 il Corso Europeo di Alta formazione per l’attore, prosegue la collaborazione come attrice fino al 2010. Dal 2001 al 2005 è parte fondante del collettivo di ricerca Open, dove a seguito della performance opentolikemunamussie (2005) inizia a maturare il desiderio di indagare propri modi dello stare in scena. Il lavoro di Muna Mussie, tra gesto, visione e parola, indaga i linguaggi della scena e delle performing arts per dare forma alla tensione che scaturisce tra differenti poli espressivi. Tra le produzioni: Più che piccola, media(2007), Ti ho sognato ma non eri il protagonista (2010). Tra i progetti internazionali: Monkey See, Monkey Do, l’installazione e performance Milite Ignoto (2015) e la performance Oasi (2018).
Yuka Ohta è percussionista. Nata a Hyogo, in Giappone, ha studiato a Tokyo, a Detmold e alla Hochschule für Musik und darstellende Kunst di Francoforte, dove nel 2012-2013 ha fatto parte dell’International Ensemble Modern Academie. È batterista dell’Ensemble Garage e dell’Ohta-Ramos Duo (batteria e violino). Molto richiesta come solista e per formazioni da camera, ha suonato con lo Stadttheater Gießen e la Frankfurter Gesellschaftorchester ed è borsista del DAAD, della Kunststiftung NRW e degli Internationale Darmstädter Ferienkurse für Neue Musik.
Anna Raimondo è nata in Italia, vive a Bruxelles e lavora a livello internazionale. Il suo lavoro può essere definito come un viaggio nella diversità sociale per creare possibili aree di interazione. L’artista usa la voce e l’ascolto come piattaforme di incontro, collaborazione e scambio, come mezzi di diffrazione dell’identità. Il metodo è flessibile e vario. L’arte diviene così un luogo di incontro. Il materiale si formalizza in azioni, performance, fotografie, video e installazioni sonore. Il suo lavoro ha anche un aspetto giocoso e ironico nelle sue azioni nello spazio urbano e nelle sue creazioni plastiche. Ha partecipato a diverse mostre personali in tutto il mondo, tra cui Nada que dichiarar al Centro Matienzo de Buenos Aires. I suoi progetti curatoriali si concentrano principalmente sull’arte sonora e radiofonica e sono stati presentati in diverse sedi, tra cui 14 programmi radiofonici documentati presso la SAVVY Gallery (Berlino) e il V&A Museum (Londra). Come curatrice, ha lavorato a progetti di sound e radio art in diversi spazi ed eventi come Documenta 14 – Radio Program alla SAVVY Gallery o per Friday Late al V&A Museum di Londra.
Milijenko Turk è baritono. Nato in Croazia, ha studiato alla Universität für Musik und darstellende Kunst di Graz e ha completato la sua formazione con Hans Sotin alla Hochschule für Musik und Tanz di Colonia. Ha fatto parte dell’Opernstudio e poi, dal 2001 al 2010, dell’ensemble dell’Opera di Colonia, di cui è nuovamente membro dal 2015 dopo un periodo come artista freelance. Nel 2006 gli è stato assegnato il Premio Offenbach.
Kai Wessel è controtenore. Nato ad Amburgo, dopo gli studi alla Musikhochschule di Lubecca si è perfezionato in interpretazione barocca alla Schola Cantorum Basiliensis con René Jacobs e Peter Kooy. Negli anni successivi ha portato avanti una intensa carriera concertistica che lo ha visto distinguersi soprattutto nel campo della musica antica, ottenendo numerosi riconoscimenti di grande prestigio (tra cui quello del Festival delle Fiandre a Bruges). Inoltre svolge attività didattica in qualità di docente di canto e di prassi interpretativa storica.
ENSEMBLE DA CAMERA “GIORGIO BERNASCONI” DELL’ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA
L’Accademia Teatro alla Scala, oggi presieduta da Giuseppe Vita e diretta da Luisa Vinci, è considerata fra le istituzioni più autorevoli per la formazione di quanti operano nello spettacolo dal vivo, in ambito artistico, tecnico e manageriale. La proposta didattica si articola in quattro dipartimenti (Musica, Danza, Palcoscenico-Laboratori, Management) per una trentina di corsi, frequentati ogni anno da oltre 1.600 allievi. L’Ensemble “Giorgio Bernasconi”, che dal 2012 si avvale del coordinamento artistico di Marco Angius, è un originale progetto didattico che permette agli allievi del Corso biennale per professori d’orchestra del Dipartimento Musica di approfondire una letteratura raramente affrontata durante il periodo di formazione. L’obiettivo è quello di avvicinare gli allievi da un lato al Novecento storico, con l’esecuzione di capisaldi della letteratura moderna, e dall’altro alle ricerche dei compositori di oggi. Il percorso formativo prevede la preparazione di programmi musicali sotto la guida di noti direttori specializzati in tale repertorio, con l’ausilio delle Prime Parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, e comprende un’intensa attività concertistica presso il Teatro alla Scala e in altre sedi prestigiose.