Si può fare un ritratto cumulativo di un luogo? Quali sono le immagini che contraddistinguono la memoria personale e pubblica di un luogo? Come colleghiamo il nostro corpo a queste memorie?
Questi frammenti saranno la base per un lavoro di rappresentazione territoriale poetico e intergenerazionale che comincia dall’individuo e si espande. Lavoreremo con l’idea di un autoritratto tra l’osservazione e l’immaginazione, collegando la mappatura del nostro viso alla geografia immaginaria di questo posto, e lavoreremo il nostro collocamento dentro di esso attraverso tecniche di disegno. Cominceremo con il lavoro in carboncino del ritratto di osservazione, legandolo poi con l’acrilico al paesaggio immaginativo generato da esercizi di scrittura guidata e racconto orale.
La produzione visuale in questo caso sarà il veicolo per un esercizio di costruzione e decostruzione individuale, e non è necessario arrivare con esperienza di disegno, di pittura o di autoritratto. Il lavoro sarà guidato da una struttura di base, ma anche libero per essere interpretato formalmente da diversi stili e volontà. Useremo il carboncino e l’acrilico su ‘scampoli’ di tela ognuno per creare alla fine del laboratorio un’immagine, che può anche esprimersi come una pagina scritta, un quadro astratto oppure figurativo e narrativo.
Il laboratorio si svolgerà tra il 16 e il 18 febbraio.
Date e fasce orarie verranno definite in base alla disponibilità dei partecipanti, raccolta tramite il form di iscrizione.
Per iscriversi basta compilare il seguente form
Giulia Mangoni (Isola del Liri, 1991) è un’artista italo-brasiliana la cui ricerca si concentra sull’etica del ritorno e sull’intersezione tra pittura, memoria e appartenenza territoriale. Dopo un periodo di formazione e attività tra Brasile, Regno Unito e Stati Uniti, ha radicato la propria pratica in Ciociaria: un territorio che tra XVII e XIX secolo fu tappa fondamentale del Grand Tour europeo e che oggi, segnato da stratificazioni storiche e industriali, si configura come un laboratorio fertile di riflessione critica e visiva. La sua indagine prende avvio da archivi di storie, documenti e testimonianze raccolte nella comunità locale, rielaborati in composizioni pittoriche stratificate. In queste opere, paesaggi e figure si trasformano in attori di scenografie immaginate, dando vita a narrazioni plurali e instabili in cui il contesto stesso emerge come protagonista.
La pittura, intesa come dispositivo sia narrativo che anti-narrativo, diventa per l’artista uno strumento di trasfigurazione capace di restituire la vitalità di un territorio e, al tempo stesso, di attivare nuove forme di memoria collettiva. La pratica di Mangoni si articola tra opere pittoriche orientate all’oggetto, spesso legate a una dimensione intima e in dialogo con il sistema espositivo contemporaneo, e progetti installativi o effimeri realizzati in collaborazione con musei, comunità decentralizzate e realtà non urbane, con un’attenzione particolare alle dinamiche collettive. Alterna l’uso di olio e acrilico in base ai tempi e ai processi di ricerca, combinandoli in opere pensate per contesti specifici. Tra le sue mostre personali più significative: From the Island of Liri (Dreambox Lab, New York, 2019), Bits & Cream. Metabolizzazione d’Archivio (ArtNoble Gallery, Milano, 2021), Nambur (IUNO Projects, Roma, 2022), La Strega si Trasforma Persino in Vento (Operativa Arte Contemporanea, Roma, 2022), Un Letto di Frasche (ArtNoble Gallery, Milano, 2024), AI rimanenti, Pastori e Contadini al Museo Antropologico Gente di Ciociaria ad Arce. Tra le esposizioni di gruppo di rilievo: The Futures We Speak (Clemente Art Space, New York, 2023), Geographies of Memory (LAMB Gallery, Londra, 2022), VIVERE DI PAESAGGIO (APALAZZOGALLERY, Brescia, 2021), Ladder to the Moon (Monitor Gallery, Roma, 2021), Pittura Italiana Oggi,( Triennale Milano, 2024), La città, tra realtà e sogno, (Galleria San Fedele per Premio San Fedele 2013/14, Milano), 23° Premio Cairo, (Museo della Permanente, Milano 2024), Pintura Italiana Hoy (Palacio Libertad, Buenos Aires, 2025), Bella Figura, (Complesso Monumentale della Pilotta, Parma, 2025) e Pintura Italiana Hoje (Museu Nacional da Republica, Brasília, 2025). Nel corso della sua carriera ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Combat Prize for Painting e il Gallery Prize (2023, Museo Giovanni Fattori, Livorno), il Premio Lissone (2021), e premi internazionali in Gran Bretagna come il Chadwick Healey Prize for Painting (2014). Attualmente, Mangoni prosegue la sua ricerca sull’appartenenza territoriale con il progetto espositivo Cinevetrina, presso il cinema storico di Isola del Liri, che coinvolge artigiani locali, agronomi, allevatori di specie autoctone, scrittori e antropologi, generando opere e progetti pubblici come Il Salmerino Viandante (come parte di Una Boccata d’Arte a San Lorenzo Dorsino, Trentino-Alto Adige, 2022), – Il Soffio del Gatto, (a cura di Saverio Verini in collaborazione con il Museo delle Scienze e del Territorio, Spoleto, 2023) e Di donne, di pirati e di santi (come parte di Hypermaremma, Isola del Giglio, 2024),