Così Vicino, Così Lontano

Ramdom riparte a settembre con “Cosi’ vicino, Cosi’ lontano”, un programma di residenze artistiche, una mostra e tre serate di proiezioni nell’ambito del progetto “Custodiamo la Cultura in Puglia”

 Ramdom inaugura la stagione autunnale con un programma ricco di attività culturali che si svolgeranno a Gagliano del Capo (Le) nella cornice del centro culturale Lastation, sede dell’associazione.

Il programma è sostenuto dal progetto “Custodiamo la cultura in Puglia”, promosso dal Teatro Pubblico Pugliese e Regione Puglia – Fondo Speciale per la Cultura e Patrimonio Culturale L.R. 40 art. 15 comma 3 – Investiamo nel vostro futuro.

Tra la fine di settembre e fino alla prima metà di novembre Ramdom ospita, negli spazi di Lastation, tre artisti e una curatrice in residenza, propone ai visitatori del centro culturale l’esposizione di parte della propria collezione e organizza, in collaborazione con l’associazione Casa&Putea di Gagliano del Capo, una rassegna di corti e film suddivisa in tre appuntamenti.

 

  • STORIE DI UN VIAGGIO E UN VIAGGIATORE – RESIDENZE ARTISTICHE

Dopo una lunga pausa dovuta alle necessità sanitarie degli ultimi mesi, Lastation è pronta ad ospitare nuovi progetti di residenza di artisti e curatori nazionali e internazionali. Dall’inizio del mese di settembre nello spazio sono previste le permanenze di:

. Angeliki Tzortzakaki (nata nel 1990 a Heraklion, Grecia) – in residenza dal 28 agosto al 6 settembre – Curatrice con sede ad Amsterdam, la sua ricerca indaga le ecologie dell’auto-organizzazione, dell’ospitalità, dell’agenzia, delle economie di produzione della conoscenza e delle amicizie come processi in corso di divenire ‘altrimenti’. Durante la sua residenza presso Ramdom ha realizzato una ricerca sui discorsi inattivi e sulla narrazione orale nel loro aspetto performativo.

. Helen Horgan (nata nel 1975 a Cork, Irlanda) – in residenza dal 1 al 20 settembre – artista ed accademica, lavora principalmente utilizzando la scultura e l’immagine in movimento con un interesse per le pratiche a cavallo tra linguaggio visivo e verbale. Horgan è interessata a come l’ambiente e le storie personali modellano la nostra comprensione del mondo e in particolare l’esperienza estetica.

. Francesco Sollazzo (nato nel 1987 a Melzo, Milano) – in residenza dal 4 al 14 ottobre – nel periodo di residenza presso Ramdom, porterà avanti una ricerca personale e a lungo termine sull’archeologia misteriosa e la teoria degli antichi astronauti che iniziano a diffondersi a partire da metà del XX secolo. Un controverso filone che si propone di studiare le origini delle antiche civiltà utilizzando teorie e metodi spesso non accettati dalla comunità̀ scientifica e che ipotizza la visita di civiltà extraterrestri sul suolo terrestre in tempi remotissimi.

. Francesco Bartoli (nato nel 1978 a Velletri, RM) – in residenza dal 2 al 9 novembre – La sua ricerca è tesa a rompere la distanza con i luoghi. Staccarsi dalla pittura per dipingere e disegnare in contatto diretto con le cose. In questo grande esercizio-mappatura, le carte hanno il ruolo della pelle che registra la stratificazione del tempo nei luoghi calpestati, attraversati e vissuti.  Il passo successivo di questa ricerca, e obbiettivo della residenza di Ramdom, è sarà quello di usare la carta come una sorta di accumulatore di radiazione, una pelle lacerata capace di assorbire e accumulare la contaminazione di un luogo concreto, creando una sorta di parallelismo, un’assonanza poetica, tra la ricerca archeologico-scientifica e quella artistica, attraverso alcune azioni sul territorio di confine tra paesaggio industriale e naturale.

 

  • LE STANZE DI RAMDOM #2 – MOSTRA

Dal 27 ottobre al 12 novembre 2020 lo spazio di Lastation sarà allestito con una nuova selezione di opere realizzate dagli artisti in residenza e prodotte da Ramdom negli ultimi 10 anni, presentate al pubblico sotto una nuova veste.

Luogo di ospitalità, accoglienza, ricerca e confronto, dal 2014 Lastation ha ospitato numerosi artisti nazionali e internazionali. L’allestimento proposto cerca di ricreare un senso dell’abitare intimo, accogliendo un’opera per ogni stanza. Le opere rappresentano una ricerca specifica sul tema delle cosiddette “Terre Estreme” e un patrimonio teso a valorizzare il territorio sia dal punto di vista geografico che antropologico, mettendolo al centro di un ragionamento che parte dall’estremo lembo di terra a sud-est d’Italia e si estende su tutto il Mediterraneo.

Tra le opere in selezione, MNEMOSCOPIO di Emilio Vavarella. L’opera, che utilizza una tecnologica cross reality, è stata prodotta da Ramdom nel 2020 nell’ambito del programma “Per Chi Crea – Nuove Opere” si SIAE e MiBACT (2018) e approfondisce il tema del rapporto tra memoria e tecnologia. Nel momento della sua installazione a Lastation, l’opera, rimossa dalla sua prima dimensione pubblica, svolgerà una funzione concettuale di documentazione del processo di ricerca da una parte e da catalizzatore delle esperienze pregresse e appena passate dall’altra.

Saranno inoltre nuovamente visibili Parata per il Paesaggio di Andreco, progetto prodotto nel 2014, Verderame di Roberto Memoli, del 2017, e En Route to the South. Parallel migrations di Eleonora Mazzi e Rosario Sorbello, del 2019, opere realizzate entrambe nell’ambito del progetto Sino alla fine del mare.

 

  • CAMPO ESPANSO / VISIONI DI CONFINE – RASSEGNA CINEMTOGRAFICA IN COLLABORAZIONE CON CASA&PUTEA

Il 9/10/11 ottobre sono previste tre serate di proiezioni, organizzate in collaborazione con l’associazione Casa&Putea di Gagliano del Capo (LE). Una selezione di film che esplorano, ognuno con modalità proprie, il tema della marginalità, del confine, delle terre estreme.

Lungometraggi e cortometraggi che raccontano di isole nel mezzo dell’oceano, abitate grazie alla forza della resilienza, o di luoghi nel cuore dell’Italia – e delle nostre città – divenuti deserti di uomini.

In questa breve rassegna, estremi e variegati non sono solo i racconti, ma anche le forme narrative che spaziano dalla ricerca sul reale a quella sugli archivi e il found footage.

Al termine della visione sono previsti momenti di riflessione e dibattito.

 

I film in programma sono:

 

9 ottoobre ore 21:00

Montedoro di Antonello Faretta (2015)

Film ispirato alla storia vera della protagonista, una donna americana di mezza età che scopre inaspettatamente le proprie origini dopo la morte dei genitori. In crisi di identità, decide di mettersi in viaggio, sperando di conoscere la madre naturale. Si reca così in uno sperduto paesino del Sud, Montedoro. Al suo arrivo scopre che il paesino è completamente abbandonato. La protagonista compirà un affascinante e magico viaggio nel tempo e nella memoria, incontrando gli spettri di un passato sconosciuto.

10 ottobre ore 21:00

Panorama di Gianluca Abbate (2014)

Presentato per la prima volta al Festival Internazionale del cortometraggio di Clermont-Ferrand 2014, è stato eletto miglior cortometraggio del 32° Torino Film Festival e vincitore del Corto d’argento 2016.  Più che un film è una spirale ipnotica. Questo lavoro ci trascina con potenza all’interno di un mondo dove non c’è più spazio per niente e nessuno. La città nella quale il regista ci trasporta è un luogo saturo che scorre sorretto soltanto da un precario equilibrio di incastri prefetti.

– 37° 4′ S di Adriano Valerio (2013)

Con poche raffinate immagini che degradano dal grigio al blu, e una voce fuori campo, Valerio descrive la vita di un luogo tagliato fuori dal mondo, esposto a venti violenti e forti tempeste e alla minaccia di un vulcano ancora in attività.

Then & Now di Giulia Tata e Antonino Torrisi (2018)

Il breve film è il racconto di un futuro distopico attraverso immagini di archivi storici. Alieni in fuga da un pianeta distrutto hanno invaso pacificamente la Terra, presentandosi come portatori di nuove tecnologie e ottenendo piena collaborazione da parte degli esseri umani. Afel, un ragazzo terrestre senza patria, nel suo vagabondare per il mondo è testimone di come la razza umana si sia fatta però pian piano soggiogare in nome del progresso.

– Racconti dal Palavesuvio di Luca Ciriello(2018)

Un complesso sportivo abbandonato da vari anni, il “Palavesuvio” di Ponticelli, è al centro dei racconti degli abitanti del quartiere. Ricordi di vita quotidiana e memorie del passato s’intrecciano agli accadimenti del presente. Le contraddizioni di una struttura storica e il punto di vista di chi spera di far rinascere il Palavesuvio nonostante le difficoltà.

 

11 ottobre ore 21:00

– Radio Egnatia di Davide Barletti (2011)

Radio Egnatia è una stazione radio immaginaria il cui palinsesto è costituito dall’intreccio di suoni e informazioni reali, come relitti di programmi radio di vere emittenti, testimonianze, suoni e canti, raccolti durante numerosi viaggi in terra balcanica. Il film racconta una storia di vita e di un territorio, di una comunità locale e di tradizioni che stanno scomparendo, racconta un incontro tra persone di differenti aree geografiche.

 

 

Per maggiori informazioni contattare l’ufficio stampa e comunicazione:

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“Custodiamo la cultura in Puglia” promosso dal Teatro Pubblico Pugliese e Regione Puglia – Fondo Speciale per la Cultura e Patrimonio Culturale L.R. 40 art. 15 comma 3 – Investiamo nel vostro futuro.